Prendersi cura del futuro è un’arte

La conversazione è feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare i propri dubbi. Perché il dubbio siede a metà tra cuore e ragione, e cresce di pari passo con il desiderio di conoscenza.
Emil Cioran
Saggista

Il dialogo è fondamentale, ma condividere è necessario: e mai come ora, i legami tra le istituzioni, la circolazione delle idee, la varietà del pubblico che visita le mostre, la diffusione del pensiero degli artisti alla platea più vasta possibile – ma con il minor impatto in termini di spedizioni e viaggi in conseguenza dell’emergenza sanitaria – costituiscono le sole modalità capaci di rendere contemporanea un’istituzione culturale.

In passato, secondo McKinsey ci è voluto un decennio o più perché tecnologie innovative si evolvessero da idee creative a driver di produttività. La pandemia ha evidenziato la necessità di velocizzare ogni processo (dalle biotecnologie alla digitalizzazione): a influenzare l’economia globale saranno le imprese in grado di riconfigurarsi in ciò che lo studio definisce La prossima normalità, un periodo di transizione dove si mette da parte la fase dell’emergenza straordinaria rispondendo alle differenti esigenze di consumatori che hanno sperimentato nuove forme di acquisto e che premiano chi è in grado di portare avanti programmi ambientali, sociali e di governance a lungo termine.

Mentre per Gartner, Le tre parole chiave sono la centralità delle persone, l’indipendenza dalla location di lavoro e la diffusione di un modello resiliente che si ottiene solo attraverso un equilibrio ragionato e un’interazione costante tra il cambiamento del mercato (analisi big data), l’analisi dei numeri (business intelligence data) e l’ascolto del Cliente (Crm).

Oggi una struttura aziendale competitiva, è in grado di garantire a personale, clienti, fornitori e partner di contribuire da ogni angolo del pianeta

L’indipendenza dalla “postazione” di lavoro richiede un profondo cambiamento tecnologico, e il mondo digitale dovrebbe “abbracciare” quello fisico, come nell’utilizzo dei dati per monitorare e modificare i comportamenti.

I temi della raccolta dei dati, della loro tutela e della cybersecurity si fanno particolarmente decisivi.

La vita di ognuno di noi lascia una sorta di “scia elettronica” in cui una stringa di informazioni codificate riassume gusti, storia medica, orientamento sessuale, politico e religioso, abitudini di vita e di acquisto, storia finanziaria, ecc. Occorre poi aggiungere i miliardi di dati che ogni anno vengono raccolti da miriadi di sensori che misurano gli aspetti più disparati di tutto ciò che ci circonda: dalle condizioni meteo e atmosferiche, al grado di umidità di piccolissimi appezzamenti di terreno, all’occupazione dei parcheggi, al flusso dei migranti, alle immagini raccolte dalla fitta rete di telecamere.

I dati aumentano il valore dell’azienda. I Big Data sono usati per migliorare le relazioni con clienti già acquisiti e per fidelizzarne di nuovi, per gestire meglio le filiere di produzione e distribuzione, per monitorare in modo automatico il funzionamento di strumentazioni anche complesse, per manutenzioni, per creare nuovi prodotti e servizi. Moltissime compagnie tradizionali stanno trasformandosi in “data driven companies”.

Without data you’re just another person with an opinion.
Edwards Deming

Roger Penrose, ha evidenziato che «la vera intelligenza non può essere presentata senza la coscienza, e per questa ragione l’intelligenza non può mai essere prodotta da un qualche algoritmo implementato su un computer».
Tale considerazione disegna una nuova idea di intelligenza artificiale: non più mera trasposizione dell’intelligenza umana in una macchina ma «nuova forma di capacità di agire» (Luciano Floridi). Di fronte alle possibilità dischiuse da questa nuova forma di capacità di agire «sta a ciascuno di noi decidere come usare la nostra ultima invenzione e scegliere quale futuro vogliamo contribuire a realizzare per l’Homo faber che è in noi» (Federico Cabitza).

 

A differenza di quanto avviene con un semplice strumento, l’intelligenza artificiale collabora con l’artista umano, instaura una vera e propria partnership, possiede un certo grado di autonomia ed è in grado di creare in maniera almeno parzialmente indipendente. 

Forse non è importante sapere se i computer sono veramente creativi o artisti o se riusciranno un giorno a dare autonomamente a soluzioni radicalmente nuove.
Semmai sarà interessante scoprire un’altra cosa: la prossima radicale innovazione nel mondo avverrà grazie alla collaborazione tra umani e intelligenze artificiali ?

Non è detto. Se ci pensiamo, la creatività e l’arte e tutte le attività umane sono da sempre legate all’utilizzo di strumentazioni tecniche.

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Fabio Tonini

Attualmente mi occupo di strategie digitali, ricerca e sviluppo, project management e gestione sistemi informativi.
Inizio la mia attività lavorativa durante gli studi in statistica e informatica per la gestione delle imprese nell’ambito principale dell’information technology, ai tempi in cui Internet era ancora diffusa prevalentemente in ambito universitario.
Nella esperienza professionale maturata svolge attività di sistemista in varie realtà aziendali, consulenza informatica con particolare attenzione alla sicurezza e sviluppatore software avanzato su sistemi Microsoft.
Attualmente è ICT Temporary Manager in varie realtà aziendali di Veneto e Friuli Venezia Giulia e si occupa dagli aspetti strategici e direzionali all’integrazione dei sistemi informatici con i processi aziendali. Non ultimo docente di vari corsi nell’ambito dello sviluppo di competenze digitali e manageriali innovative.
Le conoscenze tecniche spaziano da sistemi Client/Server Windows/Linux/Mac, Progettazione e gestione Dati, Cloud Computing, Cyber Security, GDPR, Virtualizzazione e Storage.
Le competenze sono trasversali in quanto il supporto information technology oggi è particolarmente vicino alla Direzione aziendale/Amministrazione/Marketing offrendo quindi una visione d’insieme del sistema azienda/ente e progettando e realizzando soluzioni che possono aiutare l’azienda nella competitività, miglioramento delle competenze, gestione delle risorse umane, internazionalizzazione, crescita di fatturato, lancio di nuovi prodotti e servizi e molto altro.